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LED SMD: cosa sono e le tipologie esistenti

I moduli LED SMD sono oggi ampiamente utilizzati nella realizzazione di apparecchi LED e strisce LED adatte a varie applicazioni, in settori differenti tra loro. Questa tecnologia viene impiegata laddove è richiesta alta efficienza e un preciso controllo della distribuzione della luce.

I LED SMD sono caratterizzati da un’elevata durabilità, un basso consumo e alti standard di affidabilità e sicurezza. Ma i LED SMD cosa sono? Scopriamolo insieme.

In questo approfondimento dedicato ai LED SMD tratteremo i seguenti argomenti:



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LED SMD e Chip LED SMD: cosa sono e il loro significato

LED SMD sono gli acronimi delle espressioni inglesi Light Emitting Diode e Surface Mount Device. L’associazione di queste sigle indica i componenti elettronici formati da moduli LED che vengono montati direttamente su un lato del circuito stampato attraverso la tecnologia di montaggio a superficie, chiamata SMT.

Gli SMD LED sono caratterizzati da una forma a parallelepipedo, denominata chip, contenente al suo interno la superficie emittente. Ai lati, invece, si trovano i diodi che consentono l’alimentazione del dispositivo.

 

Saldare i LED SMD: come fare?

I chip LED SMD sono dispositivi autonomi a LED che vengono montati sulla superficie del circuito stampato (PCB) mediante saldatura, utilizzando la tecnologia SMT. Questa pratica consente di saldare i LED SMD su entrambe le facce del circuito, senza che alla scheda vengano applicate incisioni o forature.

I vantaggi derivanti dall’utilizzo di questa tipologia di assemblaggio dei componenti sono:

  • la possibilità di utilizzare componenti ridotti e realizzare schede elettroniche più compatte;
  • la riduzione della produzione di scarti derivanti dall’operazione di foratura del circuito;
  • una conseguente riduzione delle tempistiche di lavoro, in quanto vengono utilizzati una serie di macchinari automatizzati, tra i quali la macchina Pick&Place.

saldatura-led-smd

 

Tipi di LED SMD: tutti quelli da conoscere

Esistono diversi tipi di LED SMD, ciascuna variante viene identificata per mezzo di una serie di numeri che ne va a definire grandezza e grado di luminosità associato. Il numero identificativo del LED corrisponde alle dimensioni, espresse in millimetri, del chip stesso.

Per quanto riguarda le principali tipologie di LED SMD, i più diffusi in commercio sono i 3528. Si tratta di uno dei primi LED comparsi sul mercato e si contraddistingue per la potenza compresa tra 6 e 8 lumen, un consumo di 0,20W e un’emissione luminosa alquanto ridotta.

I LED SMD 5050 garantiscono una potenza compresa tra 16 e 22 lumen. Risultano tra i primi chip in grado di generare una maggiore potenza e, pertanto, sono adatti alle esigenze di illuminazione generica.

I LED SMD 5630 e i 5730 sono stati sviluppati recentemente, garantiscono una buona luminosità a fronte di un consumo limitato e, proprio per questo, sono molto diffusi. Si tratta di diodi LED SMD adatti ad essere utilizzati laddove sono richiesti alti lumen.

Infine, i LED SMD 2835 e 3014 sono identificati come i dispositivi con la maggiore durata e le migliori prestazioni, grazie alla presenza al loro interno del dissipatore di calore che evita un surriscaldamento della sorgente. Questa tipologia viene solitamente impiegata sulle strisce LED sia con funzione illuminotecnica sia puramente decorativa.

 

LED SMD dimensioni

I chip LED SMD sono caratterizzati da una forma rettangolare che varia in lunghezza e larghezza a seconda del modello. Generalmente però, a prescindere dalla dimensione, i LED SMD non superano i 5,7 millimetri di lunghezza e i 5 millimetri in larghezza.

La dimensione dei LED SMD è ciò che influisce maggiormente sul grado di luminosità e sul consumo elettrico del dispositivo. A fronte di una dimensione maggiore del dispositivo, infatti, corrisponde anche un elevato livello di luminosità. Queste caratteristiche sono facilmente comprensibili grazie alla sigla numerica che identifica i diversi tipi di LED.

 

LED COB o SMD: quali sono le differenze?

La dicitura LED si ritrova spesso in associazione ad altri acronimi, come visto per LED SMD. Con la denominazione LED COB si fa riferimento alla tecnologia LED di tipo Chip On Board. Si tratta di una tecnologia introdotta nel 2011, che ha permesso lo sviluppo di diodi a potenza elevata caratterizzati da una superficie di emissione luminosa ridotta.

Perché scegliere la soluzione LED COB o SMD? L’introduzione dei LED COB ha portato con sé alcuni vantaggi non indifferenti. Primo tra tutti la possibilità di miniaturizzare gli apparecchi e le sorgenti luminose al suo interno. La tecnologia COB agevola l’installazione delle singole piastre in modo ravvicinato. Questo consente un preciso controllo della distribuzione del fascio luminoso grazie all’assenza di spazio tra un modulo LED e l’altro. Tuttavia, un limite applicativo di questa tecnologia consiste nel valore della potenza dell’apparecchio (possibilmente inferiore a 50/70W) sul quale deve essere installato. I LED SMD sono da prediligere rispetto alla tecnologia COB proprio perché risultano più affidabili e performanti in quelle applicazioni con elevate potenze.

LED_COB

 

Micro LED SMD: in cosa consistono

Il mercato di oggi richiede LED sempre più piccoli, ma allo stesso tempo maggiormente efficienti. La ricerca di chip LED SMD ancora più performanti ha portato alla realizzazione di dispositivi in grado di raggiungere rapporti lumen/Watt davvero brillanti, permettendo così lo sviluppo di apparecchi dalle dimensioni sempre più ridotte. In questo contesto “nascono” i micro LED SMD, tecnologie miniaturizzate ad alta efficienza per circuiti ristretti.

Un esempio è il microcircuito LED realizzato da Luxelt. L’azienda italiana, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi elettronici e illuminotecnici, ha realizzato una tecnologia all’avanguardia che abbiamo utilizzato nella nuova serie di micro faretti LED.

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LED RGB SMD: di cosa si tratta

La tecnologia LED RGB SMD consente di modificare la colorazione della luce grazie all’utilizzo di tre diodi: il rosso, il blu e il verde. Per variare il colore della luce, questi diodi vengono miscelati secondo precise intensità.
Nei progetti di retroilluminazione si è soliti utilizzare una sorgente LED RGB SMD per conferire una componente estetica e di design al profilo luminoso e allo stesso tempo abbinare un aspetto funzionale. Ogni colore può essere associato a uno specifico stato dell’applicazione per comunicare una precisa funzione all’utente finale.

 

LED SMD: i colori disponibili

I LED RGB SMD in base alle diverse combinazioni offrono una varietà di colori abbastanza ampia: LED SMD blu, rossi, gialli e molti altri. Il LED RGBW presenta anche la variante di LED SMD bianco, l’acronimo infatti è Red Green Blu and White. Per quanto riguarda i LED SMD bianchi è possibile notare una diversa tonalità di bianco a seconda della specifica sorgente. La temperatura di colore del bianco, che può essere calda, fredda o neutra, dipende da una serie di fattori, tra cui il bin color di uno specifico produttore di LED.

 

Diodi LED SMD e polarità

Con la dicitura LED SMD polarity si identifica la specifica polarità di ciascun modulo LED. I diodi LED SMD, infatti, devono rispettare la polarità e la tensione di funzionamento per permettere il corretto lavoro del dispositivo.
I LED sono formati dalla presenza di due pin, anodo (+) e catodo (-), che contraddistinguono una differente polarità. Su alcune tipologie di LED si possono ritrovare dei simboli sugli alloggiamenti che specificano la polarità del chip.

 

La gamma di SLIM dei LED SMD

SLIM si avvale della collaborazione di aziende terze per la fornitura di LED SMD di alta qualità. Tra queste aziende ritroviamo la Luxelt, con la progettazione e lo sviluppo di LED ad alta efficienza luminosa e bassi consumi. Questi LED SMD di ultima generazione vengono impiegati per lo sviluppo di soluzioni luminose personalizzate adatte a molteplici aree applicative, con progetti particolarmente interessanti nel settore HO.RE.CA, professional coffee machines e food equipment.



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