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Gli sviluppi del settore HoReCa: parola a Dario Monti

Scritto da Redazione | Dec 29, 2021 8:30:00 AM

Nel contesto attuale di continua evoluzione del comparto HoReCa verso soluzioni sempre più tecnologiche e di design, lo sforzo delle aziende produttrici del settore si concentra nella realizzazione di idee progettuali innovative che mirano a differenziarsi dai competitor.
Un esempio concreto è quello rappresentato da Fabita, azienda italiana, che nasce come evoluzione di una realtà industriale specializzata nell’induzione in vetroceramica e di cappe aspiranti.

Abbiamo intervistato Dario Monti, International sales and Marketing manager dell’azienda marchigiana, per comprendere gli aspetti innovativi dell’industry sui quali hanno deciso di puntare i professionisti di questo mondo.

In questo articolo approfondiremo le soluzioni di design proposte da Fabita per il food service equipment e la collaborazione con SLIM per le componenti di segnalazione luminosa.
Per una panoramica sull’offerta di SLIM per le apparecchiature del comparto leggi l’articolo dedicato: Le soluzioni di SLIM per il settore HoReCa.

Indice:

 

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Fabita: un’overview dell’azienda

Buongiorno dottor Monti, prima di iniziare la nostra intervista può darci qualche dettaglio sulla sua azienda?

Fabita è un’azienda italiana nata circa 11 anni fa per iniziativa di alcuni dirigenti del settore elettrodomestici. L’ambito di specializzazione riguarda i piani elettrici in vetroceramica a induzione e le cappe aspiranti marchio terzi. Questa realtà ha visto una crescita esponenziale nel giro degli ultimi anni dovuta allo sviluppo dell’induzione a livello mondiale, che ha favorito il business tanto che nel 2019 si decise di affiancare al terzismo quello che poteva essere un marchio identificativo dell’azienda. L’idea era quella di trasformare Fabita creando una linea di prodotti a proprio nome, ma con una proposta innovativa dalla forte personalità. Da qui il progetto di avvalersi della collaborazione di uno studio di design noto a livello internazionale, Adriano design, fondato dagli architetti Davide e Gabriele Adriano. La richiesta fu quella di destrutturare il classico piano cucina a induzione e la cappa, pensandoli in maniera totalmente differente per rispondere alle nuove esigenze abitative.

 

Qual è il suo ruolo all’interno di Fabita?

Sono Responsabile commerciale e marketing di Fabita e il mio ruolo si inserisce proprio in questo contesto di rinnovamento del brand: mi occupo della gestione del marchio in toto, dalla rete di vendita al coordinamento del reparto marketing. Abbiamo iniziato a commercializzare le nostre attrezzature in Italia tramite distributori e produttori di cucine per il segmento Home e il canale HoReCa e adesso, proprio nel 2022, ci accingiamo a partire con l’estero, dalla Spagna all’Inghilterra, dal Vietnam al Brasile, solo per citare alcuni Paesi

 

Gli sviluppi del settore HoReCa

Facendo riferimento in generale al settore HoReCa, in quale direzione si sta muovendo?

Fabita ha sempre operato nel mondo kitchen, ma, dal 2019, ci siamo affacciati al canale HoReCa, partecipando per la prima volta a Host. Abbiamo avuto l’occasione di tornare live in fiera ad Host2021 con la nuova gamma di prodotti, che destruttura i tradizionali arredi da cucina. Proprio in questa sede, è stato possibile constatare quelli che sono stati gli sviluppi del comparto degli ultimi anni: abbiamo notato una propensione da parte di tutte le strutture ricettive dell’ospitalità a rinnovare il mondo cucina ed elettrodomestici puntando sul design. I player del settore hanno questa esigenza di differenziazione, non c’è solo una necessità nel presentare i servizi in maniera differente, ma presentarsi anche con un’immagine nuova, più curata, che punta su attrezzature ricercate e accattivanti. Basta pensare alla ridefinizione del layout dei locali in cui la cucina a vista diventa la protagonista dell’ambiente ristorativo e quindi necessita di nuove componenti da mettere in bella mostra.
È una ricerca verso un prodotto di qualità che oltre a un design unico, richiede anche l’aspetto tecnologico: all’interno delle apparecchiature del food service equipment, la tecnologia gioca un ruolo sempre più importante. Sono molte le realtà che hanno investito in macchinari con sistemi tecnologici avanzati, che permettono la gestione dei controlli da remoto e noi siamo tra questi.

Considerando il periodo difficoltoso dovuto alla pandemia Covid-19, ci sono sfide che avete dovuto affrontare?

La sfida più grande che abbiamo dovuto affrontare è stata il lancio del nostro marchio, con una nuova identità progettuale tecnologica e di design. Eravamo pronti ad entrare nel settore HoReCa presentando prodotti semi professionali per la preparazione di caffè e tisane, con una proposta per ambienti di nicchia, tra cui uffici, alberghi e b&b, quando il propagarsi dell’emergenza Covid-19 ha frenato bruscamente tutto il comparto. Non abbiamo smorzato l’entusiasmo e ci siamo reinventati, soprattutto lato comunicazione, per raggiungere il consumatore. Purtroppo, siamo arrivati in un periodo strano per le strutture dell’ospitalità, che ha visto momentaneamente fermarsi la possibilità di inserirsi in progetti per l’hotellerie o i bar. Speriamo in una ripresa del settore che si stabilizzi e di poter contribuire al rinnovamento di questi luoghi con le nostre collezioni.

 

 

Fabita: soluzioni per una cucina flessibile di design

Parlando di concept di design, quali sono le caratteristiche e i punti di forza delle vostre apparecchiature?

L’idea progettuale di ciascuna delle nostre apparecchiature si basa su due concetti: uno più estetico e di design e uno prestazionale. L’estetica è associata a una resa particolare del prodotto, che deve suscitare un effetto di stupore nel consumatore. È da qui che nasce l’idea di piani cottura e cappe aspiranti destrutturati, versatili e flessibili.
Il linguaggio estetico non può prescindere però dall’utilità e infatti il nostro non è un progetto di design fine a se stesso, ma è stato realizzato tenendo in considerazione la praticità. Siamo partiti dal concetto di ‘salvaspazio’ e siamo arrivati a fornire soluzioni che riducono gli ingombri e che possono essere facilmente trasportate all’interno di luoghi abitativi ibridi. Dal punto di vista prestazionale, invece, il dispositivo deve essere al top di categoria con un’elettronica elevata e un sistema tecnologico all’avanguardia. Alcuni dispositivi a induzione presentano l’interfaccia utente separata e remotizzata in modo tale che la gestione della cottura possa avvenire liberamente, attraverso il controllo via smartphone o tablet. Un esempio è la collezione Ordine, un piano a induzione formato da due zone cottura libere e indipendenti, che possono essere spostate e appese alla parete una volta terminato l’utilizzo. Un elemento free-standing flessibile per rendere gli spazi abitativi funzionali e pratici scegliendo al contempo una soluzione estetica ricercata.

 

 

Per quanto riguarda l’illuminazione, ritiene che sia un aspetto fondamentale per dare un valore aggiunto al design di prodotto?

L’illuminazione è parte integrante dei nostri prodotti, per quanto riguarda le cappe aspiranti è fondamentale per la segnalazione funzionale dell’apparecchiatura.
Sui piani a induzione, le luci sono identificative delle zone comandi. Bisogna tener presente che l’illuminazione a LED varia in base alla tipologia e al colore di vetro utilizzati per il piano. In questo momento la luce bianca è un colore identificato come top di gamma, il celeste è più giovanile, mentre il rosso è il colore più standard. Nel mondo lighting, le differenti colorazioni aiutano e aiuteranno sempre più a identificare i vari posizionamenti dei prodotti proposti.
Oltre a questi aspetti prettamente tecnici e funzionali, credo ci sia buon margine di sviluppo per soluzioni di luce anche a scopo estetico, nell’ottica di conferire un valore distintivo al layout di prodotto. Per esempio, per le cappe è interessante l’evoluzione del concetto di cromoterapia. Se prima questo termine era associato solo alla Spa o a qualche ambiente domestico particolare, adesso cerca di essere riprodotto anche nel kitchen per conferire nuova identità e appeal al dispositivo.

 

La collaborazione con SLIM

Come è nato il rapporto di collaborazione con SLIM?

La collaborazione con SLIM è nata qualche anno fa per la fornitura di segnalazione luminosa standard per i nostri prodotti marchio terzi, nello specifico per i segnalatori di calore residuo con singolo punto luce o con quattro punti luce. Essendo la nostra un’azienda di prodotti Made in Italy, realizzati interamente nel nostro Paese, abbiamo scelto un’altra azienda dal know-how italiano in grado di garantire processi produttivi e organizzativi di alta qualità. 

Ritiene ci sia margine di sviluppo per soluzioni luminose personalizzate a scopo estetico per le cappe e i piani a induzione di design?

Il concetto del marchio Fabita è quello di proporre qualcosa di innovativo. L’illuminazione in questo senso può sicuramente aiutare nella definizione di un nuovo concept di design per i nostri prodotti. L’azienda è anche molto attenta alla scelta di nuovi materiali per la realizzazione di cappe e piani a induzione di design. Per esempio, Enigma è la proposta innovativa che mimetizza la cappa aspirante attraverso una mensola sottilissima in legno e due vasi in ceramica, appoggiati sopra, per nascondere il motore e i filtri del sistema. Anche in questo caso, se contestualizzabile e accessibile, una soluzione luminosa può essere integrata in queste applicazioni per fornire un valore aggiunto estetico al layout di prodotto. Non nego quindi che possa esserci margine di sviluppo per portare un’ulteriore evoluzione nelle nostre future collezioni.

 

Ringraziamo il dott. Monti per questo interessante contributo.
Noi di SLIM siamo a fianco delle realtà del comparto per lo sviluppo di soluzioni luminose personalizzate innovative.

 

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